lunedì, 2017-12-11



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Arrivando al Castello di Castelleone
La porta principale del Castello, così pesante e massiccia e sostenuta da antiche ferrature, si apre cigolando sui cardini e ci introduce ad un regno misterioso di cose senza tempo, intimamente desiderate e poi racchiuse all’interno delle sue mura protettrici.  Proprio così  appare Castelleone quando lo si incontra per la prima volta con le sue Torri possenti stampate nel cielo lucente ed antico di un  ambiente naturale, culla della civiltà italica, che ha visto l’alba della cultura e dell’arte italiane. Così vicino al mondo moderno e alla superstrada E45 che transita da Deruta verso Roma o verso il Nord Italia, eppure così discreto e riservato, apparentemente nascosto nel cuore di quel dolce Appennino umbro che, con le sue quinte scenografiche segnate dagli ulivi, dai prati, dai boschi di lecci e castagni, caratterizza da millenni il paesaggio ancora incontaminato del vero “cuore antico” d’Italia: l’Umbria.
Una panoramica e comoda strada asfaltata sale da Deruta per 4 km. verso il Castello che appare d’improvviso dietro una curva, dominante sulla valle. Un’immagine arcana ma al tempo stesso rassicurante che immediatamente ci fa pensare ad una meta da raggiungere, ad un luogo ideale irresistibile al quale tendere e dove concludere felicemente il nostro viaggio.
E’ nata così negli attuali proprietari, i Conti Morsiani di Bagnara di Romagna in provincia di Ravenna (una delle più antiche casate nobiliari romagnole risalente al VIII sec. d.C.), l’idea di creare all’interno del Castello di Castelleone non un unico luogo ideale, secondo le regole del mondo medioevale, ma un vero insieme di luoghi ideali che ne possano esaltare e far apprezzare, senza alterarle, la magica atmosfera e lo spirito antico. Vai alla seconda parte del testo
 
Il respiro della tradizione millenaria e il fascino esclusivo  del Castello si ripetono ogni volta che un visitatore ne percorre i corridoi, i saloni ed i salotti, ne visita le stanze, ne risale e ne ridiscende le scale, s’inerpica sulle torri e si lascia avvolgere da quella trama unica e misteriosa di architetture potenti e gentili, inespugnabili e romantiche, vero caleidoscopio delle incomparabili “arte ed architettura italiane”. Il desiderio è di restare, di non abbandonare più quel luogo così intriso di antiche memorie e di storie fantastiche. O quanto meno di farvi immediato ritorno. E’ la “magìa di Castelleone”, più volte ricordata anche nella storia multisecolare del Castello.
Il succedersi delle suite e dei salotti, ambienti sempre diversi  gli uni dagli altri, l’eloquenza estetica dei bagni ricavati miracolosamente all’interno di mura di inusitato spessore, il succedersi di sale e saloni con soffitti dipinti o con  volte a crociera vetuste di molti secoli, esaltati dalla magnificenza di incredibili lampadari veneziani di varie epoche, gli antichi dipinti e le maioliche della millenaria arte ceramica di Deruta, comunicano al visitatore quella complessa sensazione di piacere, ammirazione e meraviglia che è, in realtà, il senso profondo e più vero del “made in Italy” scaturito magicamente da quelle stanze  il cui racconto intriso di misteri e leggende si dipana ogni volta nuovo ed indimenticabile.
 
 
 
 
 
 
 
Ultimo aggiornamento Mercoledi 15 Settembre 2010 22:30